COLLABORAZIONI

 

Da qualche anno ormai la nostra associazione sta cercando di costruire reti di collaborazione con Enti o altre Associazioni di Volontariato al fine di utilizzare al meglio le rispettive esperienze e competenze che negli anni si sono venute a formare. Diminuisce quindi la fatica e migliorano i risultati. Cerchiamo qui di dare qualche notizia di qualcuna di queste, senza avere la pretesa di illustrare a fondo tutte le realtà che abbiamo incontrato.

PICCOLO COSMO (www.piccolocosmo.it): associazione iscritta al Registro Regionale delle onlus, offre accoglienza gratuita ai familiari dei malati lungodegenti che devono recarsi negli ospedali per ricevere le cure adeguate e che hanno scarse possibilità finanziarie. Dispone di 2 strutture moderne e confortevoli, a Torino: via Ormea 110 e via Cosmo 9, (vicine agli ospedali e ottimamente servite dai mezzi pubblici) in cui vengono ospitati indifferentemente cittadini italiani o stranieri in possesso di permesso di soggiorno. Le strutture sono composte da camere arredate, cucina e soggiorno comune e bagni utilizzabili anche da portatori di handicap. Salvo diverse disposizioni prese caso per caso, la permanenza è autorizzata per due mesi;gli ospiti sono corresponsabili della conduzione della casa e del suo ordine. “Un piccolo grande progetto di solidarietà, umanità e fratellanza” è scritto sulla home page del sito della associazione.

IL GIGLIO ONLUS (www.giglio-onlus.it): si costituisce come associazione con finalità di solidarietà sociale e con lo di sensibilizzazione unita alla beneficenza: porgere un aiuto per creare qualcosa di concreto: con la sola esclusione della mera elemosina, portando a conoscenza anche nelle scuole i progetti che si intendono sostenere. Desiderio della associazione è che l’aiuto fornito sia un anello di una lunga catena d'amore, che anello dopo anello giunga ad alleviare anche di un poco la sofferenza di qualsiasi altro nostro fratello.
A partire dal mese di novembre 2002 l’associazione dà vita ad un proprio progetto rivolto alla realtà di Torino: affitta e gestisce alcuni alloggi (in via Canova, via Arquata e piazza Giacomini a Torino, nella vicinanza dell’Ospedale Regina Margherita) il cui uso gratuito è destinato ai genitori dei bambini ricoverati all'ospedale Regina Margherita. Lavora a stretto contatto con le associazioni che gravitano attorno all'ospedale ed è pertanto sicura di offrire ospitalità ed aiuto alle famiglie che ne hanno davvero bisogno. E' un voler lenire almeno in parte, le preoccupazioni economiche di quei genitori, che soffrendo già a causa dello stato dei loro piccoli, possano concentrarsi sui reali problemi dei figli. E' un abbraccio simbolico che la Giglio offre al dolore più intimo e più umano.

COMUNITÀ MAGNIFICAT: è una comunità religiosa, attiva da cinque anni. Ne fanno parte 2 famiglie, composte dai genitori che lavorano tutti e quattro e una con due figli piccoli e l’altra dai genitori e tre figli adolescenti; le famiglie arrivano da esperienze diverse e si sono incontrate con le 4 religiose dell’Ordine delle Suore Giuseppine. La comunità vive in un bell’edificio, ex casa religiosa sulla collina di San Mauro, in via Sanctus 10, in cui sia il gruppo delle suore che le famiglie hanno il proprio alloggio indipendente, condividendo momenti di preghiera, di discussione, di crescita e di vita comunitaria.
Dalla esperienza della condivisione della quotidianità e della spiritualità e dalla coscienza di stare bene insieme e in un posto molto bello è nato il desiderio di mettere in comune queste ricchezze con altri che ne abbiano bisogno: la Comunità ospita quindi ormai da alcuni anni in due alloggi confortevoli persone che provengono da esperienze diverse, frequentemente originarie di paesi dell’est europeo, in Italia per cure mediche ai figli, che hanno bisogno di essere accolte in un contesto familiare.
La Comunità offre sia l’alloggio a titolo gratuito che un sostegno, volta a volta diverso a seconda delle necessità, che può essere economico, logistico (trasporto in ospedale, o altrove, ogni volta che sia necessario), morale e psicologico, oltre ad offrire la condivisione di un clima familiare che fa sentire minore il senso della solitudine alla famiglia ospitata lontana da casa, anche attraverso la presenza dei bambini e ragazzi e i momenti di gioco.
Il progetto non ha la presunzione di autosufficienza ma si basa a sua volta sulla collaborazione con altre associazioni che intervengono con proprie specifiche competenze, come il Gruppo Abele, e l’Ugi.

NEMA FRONTIERA (www.nemafrontiera.org): l’associazione nasce a Torino a settembre 2004, dall’incontro e dalla collaborazione di diverse persone che hanno l’esigenza di dare una risposta pratica oltre che politica ad alcune grandi contraddizioni del nostro tempo.
I mezzi e le disponibilità della associazione sono ridotti, ma il patrimonio più importante è la motivazione e l’entusiasmo dei suoi aderenti.
In pochi mesi l’associazione è riuscita a raccogliere una notevole mole di documentazione e a intervenire nelle scuole per spiegare la realtà attuale di un paese come la Bosnia, definito a livello internazionale semplicisticamente come in una condizione “post bellica”; a effettuare le pratiche burocratiche per l’inserimento della associazione nei registri del volontariato; a pubblicare sul sito gran parte del materiale a disposizione e a gettare infine le basi del progetto più importante di sostegno a distanza di quattro scuole bosniaco musulmane nella zona di Srebrenica, teatro dei uno dei maggiori massacri di pulizia etnica dopo la seconda guerra mondiale, e ancora oggi zona di difficile convivenza tra culture diverse, per riuscire a contribuire in questo modo al progetto di un futuro pacifico nell’intera regione.

DONNE IN NERO (www.donneinnero.it) : è una rete internazionale di donne contro le guerre che ripudia ogni forma di guerra, di terrorismo, di fondamentalismo e di violazione dei diritti umani e civili delle bambine, dei bambini, delle donne e degli uomini cittadini del mondo; ricerca pratiche nonviolente per la mediazione dei conflitti e promuove la "diplomazia dal basso"; rifiuta il militarismo, la produzione e il commercio delle armi, il razzismo, ogni forma di violenza alle donne.
Donne in Nero sono nate in una piazza di Gerusalemme ovest nel gennaio 1988 (la prima intifada era appena all'inizio) dall'incontro di sette donne israeliane, tra cui la femminista e pacifista Hagar Roublev, che scelsero il silenzio e il nero come modalità per manifestare la loro dissociazione dalle scelte del governo israeliano di occupazione militare della Cisgiordania e di Gaza.
La loro pratica è mutuata, ma trasformata, da quella di donne di altri luoghi difficili del mondo: le donne sudafricane contro l'apartheid, le Madri di Plaza de Mayo che ogni settimana, in Argentina manifestavano e manifestano, per i loro figli e nipoti desaparecidos.
A muovere Donne in Nero è la relazione diretta con le donne dei luoghi difficili: palestinesi, israeliane, delle terre balcaniche, afghane, pachistane, kurde, turche, algerine, … che cercano di "abitare" insieme a loro, attraversando confini e conflitti per affermare una politica internazionale delle donne e perché gli uomini e le donne del mondo siano liberi da guerre, violenze, povertà.

CERCHIAMOLAPACE: attiva dal 1993 a Torino con progetti nei Balcani (Slovenia: Tolmin – Croazia: Knin e Plavno - Bosnia-Herzegovina: Breza – Serbia: Kragujevac – Romania: Bucarest). A Breza segue attualmente il Centro Giovani Desnek e la Casa delle Donne con i quali sta sviluppando un progetto di turismo responsabile. A sua volta collabora a Torino con la Cooperativa I.So.LA, che si occupa di iniziative di solidarietà e di lavoro e con Equamente, che si occupa di commercio equo e solidale e di cooperazione sociale e di pace.

BOSNA U SRCU: associazione che mette in primo piano il dialogo come forma di riflessione su quello che è successo e sulla nascita delle idee nazionaliste, i pregiudizi e le politiche violente. Chi è colpevole dovrebbe scusarsi e chi è stato vittima dovrebbe essere pronto al perdono per evitare di trasmettere quest’odio e questa chiusura alle nuove generazioni. E’ molto presente a Roma, dove vivono tanti Bosniaci, ma ha legami con i Bosniaci in tutta Italia. Utilizza molto i moderni mezzi di comunicazione, internet, ha un giornale elettronico che si chiama “Sebilj”. Le sue principali attività sono di tipo informativo e culturale. Ha preparato una presentazione multimediale sulla Bosnia Erzegovina che si chiama “La mia patria”, organizza manifestazioni culturali; lavora molto anche in programmi umanitari, attivando delle collaborazioni con le regioni, in particolare con la Regione Lazio, con la Croce Rossa di Capranica e altre associazioni di volontariato, per accogliere, su sua segnalazione, i tanti bambini malati di leucemia che dalla Bosnia vengono a curarsi in Italia. Fa parte della Diaspora Bosniaca nel Mondo che si propone di sensibilizzare i paesi, in particolare quelli europei che hanno avuto qualche responsabilità e che hanno dimenticato troppo facilmente, a ricordare questa pagina dolorosa della storia recente e a prestare più attenzioni alla Bosnia.
In Bosnia è collegata e collabora con il Ministero per i Profughi e i Diritti Umani e con l’Osservatorio dei Balcani, ma, dato l’alto numero di connazionali all’estero, nei suoi sogni c’è un ministero specifico per la diaspora.

IDEA SOLIDALE (www.ideasolidale.org): è una associazione i cui soci sono realtà del Terzo Settore presenti in provincia di Torino; la maggioranza di esse sono Organizzazioni di Volontariato. Ha sede in corso Novara, 64, Torino.
Finalità di Idea Solidale è quella di promuovere la crescita della cultura della solidarietà e della cittadinanza attiva nei vari ambiti della società attraverso lo sviluppo ed il consolidamento degli enti senza fine di lucro ed in particolare delle Organizzazioni di Volontariato. A Idea Solidale è stata affidata, da parte del Comitato di Gestione del Fondo Speciale per il Volontariato, la titolarità di uno dei due Centri di Servizio per il Volontariato della provincia di Torino la cui operatività è iniziata il 1° gennaio 2003.
Le attività di Idea Solidale sono finanziate, per tramite del Comitato di Gestione, dalle Fondazioni Bancarie pari ad un quindicesimo dei propri proventi annuali.
Idea Solidale articola la propria attività in sei aree:
Promozione del volontariato; Consulenza qualificata; Assistenza per mezzo di supporti logistici e strumentali in comodato d’uso; Formazione e qualificazione nei confronti degli aderenti ad organizzazioni di volontariato; nel campo della Comunicazione offre supporti per la grafica, la stampa e diffonde notizie di interesse per il volontariato; Documentazione.
Destinatari delle attività e dei servizi erogati da Idea Solidale sono le Organizzazioni di Volontariato iscritte nella sezione provinciale di Torino del Registro Regionale del Volontariato. Le attività e l’erogazione dei servizi sono gratuite per destinatari.

Oltre alle collaborazioni in Italia di cui abbiamo parlato, abbiamo infine in questi ultimi anni anche in vario modo collaborato con due associazioni a Breza (Bosnia-Herzegovina) che ci hanno aiutato nel nostro impegno:

DESNEK: associazione di giovani a Breza (Bosnia-Herzegovina) Ul. Bogumilska b.b. Breza (BiH) desnek2004SPAMFILTER@yahoo.com

Il CENTRO DONNE A BREZA che è stato aperto nel giugno del 2000 con il sostegno della Associazione Almaterra di Torino, come parte degli interventi finanziati dalla Città di Torino, Settore Cooperazione Internazionale e Pace, all'interno del protocollo firmato nel 1998 con la Città di Breza e si è costituito come un soggetto rilevante nella vita della cittadina bosniaca: il Centro è luogo di incontro, scambio e sostegno fra donne, che svolge attività di counseling e di ordine sociale.
Il progetto intendeva favorire una equilibrata ripresa della vita quotidiana dopo la guerra e aiutare le donne sempre sfavorite nelle situazioni di crisi: si è così creata l’opportunità di collaborare insieme a donne appartenenti a comunità diverse: musulmana, croata e serba, in un luogo che ha conservato, se non gli odi, sicuramente le diffidenze.
Le donne che hanno collaborato all’apertura e all’attività del Centro hanno rivalorizzato il ruolo delle donne come soggetti capaci di organizzazione, sia autonoma che solidale nei confronti della comunità. Hanno promosso percorsi di autostima individuali e collettivi, corsi formativi, seminari e dibattiti presso il Centro, collaborazione con le istituzioni locali, hanno dato sostegni legali e psicologici individuali, hanno sviluppato iniziative di solidarietà con il nuovo campo profughi, rapporti con gruppi di donne in altre città della ex Jugoslavia.

L’ASSOCIAZIONE BREZANKE, associazione multietnica di donne che aveva avuto un ruolo centrale nella creazione e nell’avvio del Centro delle Donne, che valorizza a Breza (città in cui l'economia, legata essenzialmente legata alla locale miniera di carbone in fase di esaurimento, sta vivendo momenti non facili con forte tasso di disoccupazione) il ruolo delle donne nel tessuto sociale ha privilegiato attività volte a creare fonti di reddito per le proprie associate: la disoccupazione, in particolare femminile, è infatti molto alta e l’esigenza è profondamente sentita.